MANIFESTO SITUATO DELLA SCUOLA DI AGRITETTURA
La Scuola di Agritettura è SITUATA
La Scuola di Agritettura si sviluppa in un contesto relazionale, politico, ecologico e sociale
specifico, con l’obiettivo di superare la crisi della presenza promulgata dagli apparati
economico-politici dei sistemi governamentali delle società contemporanee.
Si tratta di rimettere il corpo al centro di un approccio localizzato attraverso lo sviluppo, o riattivazione,
di rituali, intendendo questo termine come un processo ripetuto per ristabilire una
interdipendenza tanto tra i componenti della comunità, quanto tra la comunità e il territorio
e le altre forme di vita che lo abitano.
La Scuola di Agritettura è CIRCOLARE
La Scuola di Agritettura promuove il pensiero circolare, in cui economia, conoscenze e
tecniche, tempi e spazi vengono intesi come cicli in cui non ci sono scarti o superflus ma
tutto è inserito all’interno di un processo autopoietico, dunque in un sistema complesso che
si autoalimenta.
La Scuola di Agritettura è TRANSPECISTA
La Scuola di Agritettura mira a ripensare all’inclusione come ad un’azione ampia in cui sono
considerate tutte le specie: umane, non-umane e oltre-che-umane.
La Scuola di Agritettura è TRANSGENERAZIONALE
La Scuola di Agritettura valorizza il dialogo tra generi e generazioni, per stimolare una
collaborazione paritaria tra tutti i membri della comunità.
La Scuola di Agritettura propone ECOSISTEMI VERNACOLARI
La Scuola di Agritettura intende il termine vernacolare nella sua accezione di dimensione
domestica, non folkloristica o nostalgica.
Da questa prospettiva si prefigge di ripensare e attualizzare tecniche,
strategie e conoscenze locali per convertire i territori abitati in grandi spazi domestici.
La Scuola di Agritettura si fonda su PROCESSI DI COOPERAZIONE
La Scuola di Agritettura interpreta la cooperazione come un sistema relazionale composto
da elementi specifici che la trasformano in un processo complesso.
Cooperazione come AGONISMO
Competere significa “andare insieme verso qualcosa”.
La Scuola di Agritettura concepisce la competizione nella forma dell’agonismo (come quello sportivo / ludico)
piuttosto che dell’antagonismo, che porta inevitabilmente a vedere l’altro come nemico.
Un elemento, quest’ultimo, tipico del sistema politico-economico contemporaneo.
Cooperazione come ALLEANZE TRANSPECIFICHE
Creare alleanze tra umani, non-umani e oltre-che-umani
(acque, piante, rocce, animali, batteri, forze atmosferiche, etc).
Cooperazione come MUTUALITÀ
La mutualità rappresenta pratiche di mutuo appoggio e di reciprocità: si tratta di pensare
collaborazioni e partecipazioni spontanee e comunitarie nei processi di lavoro collettivo
in vista del bene comune. Pratiche di questo tipo si incontrano nella minga e nel mutirão
sudamericani, tuttavia, si cercherà di ripristinare la pratica di mutuo supporto denominata
a curte tipica del contesto sociopolitico in cui la Scuola di Agritettura è inserita.
Cooperazione come RESPIRARE / COSPIRARE
La scuola di Agritettura intende il respirare come quel processo ciclico che scandisce lo scambio
di aria tra un essere vivente e l’altro. Il respiro è già di per sé transpecifico.
Sulla base di questa concezione, il cospirare — la cospirazione — implica lo stabilire un ritmo comune
ecoordinato con la Terra e i suoi esseri per pensare l’abitare collettivo fuori dalle logiche
impositive contemporanee.
La Scuola di Agritettura incoraggia METODOLOGIE ERRORISTE
La Scuola di Agritettura rivendica l’errore come principio metodologico chiave attraverso cui
sperimentare nuove possibilità etiche, politiche, ecologiche, sociali e relazionali.
La Scuola di Agritettura genera alternative concrete attraverso la PRATICA
La Scuola di Agritettura ascolta e osserva, collabora con il paesaggio, trasforma e rigenera,
tramanda e attualizza, ricerca e sperimenta, genera nuove materialità, costruisce e coltiva.
Questo approccio restituisce valore al fare manuale come esperienza cognitiva pedagogica
e maieutica complementare a quella mentale, corporale e sensoriale, e promuove
l’attuazione di pratiche che derivano dall’interazione con la natura, con i materiali,
con i non-umani e gli oltre-che-umani.
La Scuola di Agritettura progetta ARCHITETTURE VIVENTI
La Scuola di Agritettura ambisce a creare una comunità autosufficiente,
autonoma ed emancipata e ad immaginare nuove colture e culture,
nuove connessioni tra umani, non-umani e spazi abitati attraverso la realizzazione di architetture viventi.
Con questa espressione si fa riferimento a costruzioni (es. case) che abbandonano la logica energivora,
dunque estrattivista, ma: 1) producono energia piuttosto che consumarla; 2) sono inserite in
un processo naturale ed ecologico di biodegradazione; 3) respirano — letteralmente —
insieme agli esseri viventi che le abitano, garantendo le condizioni necessarie e ottimali per la vita.
La Scuola di Agritettura si espande verso l’OSPITALITÀ COSMICA
La Scuola di Agritettura vuole pensare gli spazi abitati come territori di cura, radicalmente inclusivi,
dunque luoghi in cui umani, non-umani e oltre-che-umani co-progettano, co-abitano e co-evolvono.