Workshop 2025
Il Paesaggio che sono io 
La scuola di agritettura












Progetto Europeo Bando Borghi – Linea B (PNRR, MiC – Intervento 2.1 “Attrattività dei borghi storici”).









ProgettoUn progetto di Nomad Program
STUDENTI del Master MFA in ØKM 
di Made Program, 

in collaborazione con:
Il paesaggio che sono io 





















Last Updated 24.10.31


MANIFESTO SITUATO DELLA SCUOLA DI AGRITETTURA



La Scuola di Agritettura è SITUATA

La Scuola di Agritettura si sviluppa in un contesto relazionale, politico, ecologico e sociale

specifico, con l’obiettivo di superare la crisi della presenza promulgata dagli apparati

economico-politici dei sistemi governamentali delle società contemporanee.

Si tratta di rimettere il corpo al centro di un approccio localizzato attraverso lo sviluppo, o riattivazione,

di rituali, intendendo questo termine come un processo ripetuto per ristabilire una

interdipendenza tanto tra i componenti della comunità, quanto tra la comunità e il territorio

e le altre forme di vita che lo abitano.


La Scuola di Agritettura è CIRCOLARE

La Scuola di Agritettura promuove il pensiero circolare, in cui economia, conoscenze e

tecniche, tempi e spazi vengono intesi come cicli in cui non ci sono scarti o superflus ma

tutto è inserito all’interno di un processo autopoietico, dunque in un sistema complesso che

si autoalimenta.


La Scuola di Agritettura è TRANSPECISTA

La Scuola di Agritettura mira a ripensare all’inclusione come ad un’azione ampia in cui sono

considerate tutte le specie: umane, non-umane e oltre-che-umane.


La Scuola di Agritettura è TRANSGENERAZIONALE

La Scuola di Agritettura valorizza il dialogo tra generi e generazioni, per stimolare una

collaborazione paritaria tra tutti i membri della comunità.


La Scuola di Agritettura propone ECOSISTEMI VERNACOLARI

La Scuola di Agritettura intende il termine vernacolare nella sua accezione di dimensione

domestica, non folkloristica o nostalgica.

Da questa prospettiva si prefigge di ripensare e attualizzare tecniche,

strategie e conoscenze locali per convertire i territori abitati in grandi spazi domestici.


La Scuola di Agritettura si fonda su PROCESSI DI COOPERAZIONE

La Scuola di Agritettura interpreta la cooperazione come un sistema relazionale composto

da elementi specifici che la trasformano in un processo complesso.


Cooperazione come AGONISMO

Competere significa “andare insieme verso qualcosa”.

La Scuola di Agritettura concepisce la competizione nella forma dell’agonismo (come quello sportivo / ludico)

piuttosto che dell’antagonismo, che porta inevitabilmente a vedere l’altro come nemico.

Un elemento, quest’ultimo, tipico del sistema politico-economico contemporaneo.


Cooperazione come ALLEANZE TRANSPECIFICHE

Creare alleanze tra umani, non-umani e oltre-che-umani

(acque, piante, rocce, animali, batteri, forze atmosferiche, etc).


Cooperazione come MUTUALITÀ

La mutualità rappresenta pratiche di mutuo appoggio e di reciprocità: si tratta di pensare

collaborazioni e partecipazioni spontanee e comunitarie nei processi di lavoro collettivo

in vista del bene comune. Pratiche di questo tipo si incontrano nella minga e nel mutirão

sudamericani, tuttavia, si cercherà di ripristinare la pratica di mutuo supporto denominata

a curte tipica del contesto sociopolitico in cui la Scuola di Agritettura è inserita.


Cooperazione come RESPIRARE / COSPIRARE

La scuola di Agritettura intende il respirare come quel processo ciclico che scandisce lo scambio

di aria tra un essere vivente e l’altro. Il respiro è già di per sé transpecifico.

Sulla base di questa concezione, il cospirare — la cospirazione — implica lo stabilire un ritmo comune

ecoordinato con la Terra e i suoi esseri per pensare l’abitare collettivo fuori dalle logiche

impositive contemporanee.


La Scuola di Agritettura incoraggia METODOLOGIE ERRORISTE

La Scuola di Agritettura rivendica l’errore come principio metodologico chiave attraverso cui

sperimentare nuove possibilità etiche, politiche, ecologiche, sociali e relazionali.

La Scuola di Agritettura genera alternative concrete attraverso la PRATICA

La Scuola di Agritettura ascolta e osserva, collabora con il paesaggio, trasforma e rigenera,

tramanda e attualizza, ricerca e sperimenta, genera nuove materialità, costruisce e coltiva.

Questo approccio restituisce valore al fare manuale come esperienza cognitiva pedagogica

e maieutica complementare a quella mentale, corporale e sensoriale, e promuove

l’attuazione di pratiche che derivano dall’interazione con la natura, con i materiali,

con i non-umani e gli oltre-che-umani.


La Scuola di Agritettura progetta ARCHITETTURE VIVENTI

La Scuola di Agritettura ambisce a creare una comunità autosufficiente,

autonoma ed emancipata e ad immaginare nuove colture e culture,

nuove connessioni tra umani, non-umani e spazi abitati attraverso la realizzazione di architetture viventi.

Con questa espressione si fa riferimento a costruzioni (es. case) che abbandonano la logica energivora,

dunque estrattivista, ma: 1) producono energia piuttosto che consumarla; 2) sono inserite in

un processo naturale ed ecologico di biodegradazione; 3) respirano — letteralmente —

insieme agli esseri viventi che le abitano, garantendo le condizioni necessarie e ottimali per la vita.


La Scuola di Agritettura si espande verso l’OSPITALITÀ COSMICA

La Scuola di Agritettura vuole pensare gli spazi abitati come territori di cura, radicalmente inclusivi,

dunque luoghi in cui umani, non-umani e oltre-che-umani co-progettano, co-abitano e co-evolvono.